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Hyeres, le mie impressioni
Categoria: Lettere dai nostri soci
Scrivo le mie impressioni. Della mia prima volta.
E poi scrivo perché a chiedermelo è stata Maria, la nostra guida.
E non perché è la capogruppo.
Ma perché è Maria.
A Maria è difficile, se non impossibile dire di No.
E' una trascinatrice per natura.
Lo è nella voce acuta al mattino e rauca la sera, che penetra i timpani anche se sei nel fanalino di coda ("ragazzi, stiamo vicini, ragazzi su coraggio, stiamo percorrendo il massimo dislivello, poi si scende, ragazzi, fermiamoci a mangiare, ma solo per dieci minuti!).
Lo è nei riccioli impertinenti, nel sorriso aperto, nell'esortazione vivace ad "andare a vede'" un'altra spiaggia, un altro punto panoramico, un'altra chiesa... ecco questa è Maria.
Controllare orari, gestire i tempi, contrattare un buon pasto a 15 euro a testa sono altre doti indispensabili. Ma alla base ci vuole un Gran Fiato.
Io se parlo, spesso non mi si sente.
E quando incontro voci squillanti, temperamenti energici: niente, guardo e ammiro.
E penso 'Non sarò mai una leader'.
Ma poco importa, sarebbe contro natura.
Amo camminare... ma amo anche tanto, tanto chiacchierare.
Amo la natura, da gustare in silenzio solo per pochi minuti. Poi diventa ingombrante e ho bisogno di altri occhi vicino ai miei per non averne soggezione.
E in questi 4 giorni con il trekking "Hyeres e le sue isole" (scelto velocemente, quasi a caso, su internet) ho pienamente soddisfatto i miei gusti.
Camminato... tanto... 5/6 ore al giorno con sole caldo a Porquerolles, con vento incessante a Port Cros, con 'Attenta ai sassi, guarda giù, altro che in aria' nella penisola di Giens.
Chiacchierato... tanto... non con tutti (eravamo una ventina, e la vita militare con sveglia alle 6 mezza - ed e' una media - non lasciava troppe energie), ma allegramente con alcuni, davanti ad una natura rigogliosa e ben preservata.
Cesare, di mamma Cesarina e nonno paterno Cesare, che con quel nome lì ha conquistato più terre del suo famoso omonimo (sì, lo ha sicuramente battuto);
Massimiliano e il suo sgomento (uguale al mio) per l'allegra esposizione artistica della torre dei Templari;
Nadia (la mia compagna della 115) con la sua bella Torino, fatta di affetti e di cultura (cosa volere di più?), ma anche uno sguardo rivolto alle sue montagne e al deserto africano che la sta aspettando;
Giancarlo che ha studiato fisica e ti parla (quando gli altri studiosi della materia lo consentono!!) di libri, parole e musica e io, mentre lo ascolto penso al Giovanni, di lontana e vendittiana memoria, "un ingegnere che lavora in una Radio...";
Francesco, di madre ligure, che mi parla in genovese e mi fa sentire al tempo stesso ignorante e orgogliosa della mia terra che molti qui conoscono meglio di me
Ignazio che si ricorda che è Pasqua, che è finito il lungo digiuno della Quaresima (?????) e non rinuncia a santificare la festa con un lauto pasto: olio con pollo, olio con olive, e fragole nature, senza condimenti, per fortuna...
Tutto questo per dire che, con Trekking Italia e un'instancabile capogruppo, l'avventura è ricca e stimolante perché ti alzi presto, cammini molto, vedi molto, sei stanco moRto, ma la cosa più affascinante, per come sono fatta, è assaporare piccoli scorci delle vite altrui.
Forse sono comparse nella mia vita, come io sarò nella loro.
Che la memoria e il tempo salveranno per poco tempo.
Ma un bel film è fatto anche di comparse, che, appena accennate nei tratti, lasciano piu spazio alla fantasia che viene meno quando abbiamo modo di approfondire, quando le persone che ti circondano sono gli attori principali nel nostro copione.
Perché Ignazio ama Szymborska? Perché mi ha letto, tra le tante, quella poesia e non altre?
Perché un ingegnere ama ballare freneticamente le danze occitane?
Perché Venezia è un città bella e prepotente che incatena al suo canale tanto da amarlo e odiarlo contemporaneamente?
Perché di giorno mi crescevano i capelli e alla sera rincasavo di corsa per il freddo alla testa nuda?
Misteri, meravigliosi misteri... terre da scoprire anche queste, altrettanto belle da attraversare come quelle calpestate dai nostri (stanchi!) piedi...
Grazie a tutti
Giovanna
giodrive@fastwebnet.it


